L’ON. FRANCESCA LA MARCA HA INCONTRATO L’AMBASCIATORE DEL COSTA RICA A ROMA, RONALD FLORES, E LA CONSOLE GENERALE GIOVANNA VALVERDE STARK

L’ON. FRANCESCA LA MARCA HA INCONTRATO L’AMBASCIATORE DEL COSTA RICA A ROMA, RONALD FLORES, E LA CONSOLE GENERALE GIOVANNA VALVERDE STARK

ON. FRANCESCA LA MARCA

COMUNICATO – 11 dicembre 2018

L’ON. FRANCESCA LA MARCA HA INCONTRATO L’AMBASCIATORE DEL COSTA RICA A ROMA, RONALD FLORES, E LA CONSOLE GENERALE GIOVANNA VALVERDE STARK

La riunione è stata un’occasione per conoscere in modo più approfondito la realtà del paese centro-americano in termini di potenzialità economiche e di sviluppo futuro e per trattare una serie di questioni riguardanti i rapporti tra l’Italia e il Costa Rica, nonché le problematiche della nostra comunità lì residente” – ha dichiarato l’on. La Marca”.


L’Ambasciatore e la Console generale hanno fornito all’on. La Marca un quadro generale del contesto socio-politico del Paese, sottolineando 
diverse questioni di rilevanza generale come quella ambientale e dello sviluppo sostenibile, delle energie rinnovabili e della ricerca, dei diritti umani e delle problematiche dei flussi migratori che anche il Costa Rica si trova ad affrontare. Sui fenomeni migratori, sempre più globali e strutturali, l’Ambasciatore ha espresso la necessità di andare verso soluzioni condivise a livello internazionale, evidenziando la posizione favorevole del governo del Costa Rica al Global compact for migration

Nel corso dell’incontro – ha sottolineato l’on. La Marca – ho affrontato la questione degli italiani in Costa Rica che costituiscono una piccola ma vivace comunità che mi auguro di poter visitare nei prossimi mesi. L’Ambasciatore, da parte sua, ha ricordato il rilevante contributo degli italiani in alcuni settori dell’economia, come quello alberghiero, della ristorazione, del turismo ma anche dell’agricoltura citando l’esempio della città di San Vito, fondata da emigrati italiani. Ha poi evidenziato l’ interesse da parte di giovani italiani, ma anche di pensionati, a trasferirsi in Costa Rica, precisando tuttavia che la concessione della residenza nel paese centro-americano è vincolata a requisiti piuttosto stringenti”.

A conclusione dell’incontro l’on. La Marca, ringraziando l’Ambasciatore e la Console generale per il proficuo incontro, ha ribadito la necessità di una maggiore informazione da e per le nostre comunità in Costa Rica ed ha assicurato “il massimo impegno per favorire strumenti di collaborazione efficaci e operativi tra i due Paesi soprattutto in materia di sicurezza sociale, di fiscalità, di investimenti, di scambio scientifico e culturale”.

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REFERENDUM: Intervista a Stefano Schwarz, coordinatore del Comitato “Scelgo NO”

Referendum coming in December – we are posting this as
“A public service announcement and the FADM is not advocating for SI or NO”

Stefano Schwarz , 33 anni, è il coordinatore e tesoriere  del comitato “Scelgo No” (www.scelgono.it). Piemontese di nascita, ha studiato Relazioni Internazionali a Bordeaux e a Torino. Poi esperienze In Laos e Filippine.  Ha Collaborato con Child Frontiers, società specializzata nella protezione all’infanzia per conto di UNICEF e per le Nazioni Unite in Europa, Sud Est Asiatico, Nord America e in Africa occidentale.

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A Berlino.  .  .  .

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A Berlino. Gozi, Garavini, Concia: Il problema dell’Italia ? Il traffico

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CRONACHE DELL’ALTRO MONDO: Il governo fa campagna anche a Berlino. (14 novembre 2016)

Non poteva mancare Berlino tra le tappe visitate dal governo per convincere gli italiani e le italiane all’estero che “Basta un sì” per risolvere tutti problemi dell’Italia. In questa sede Sandro Gozi, sottosegretario all’Europa, la deputata Laura Garavini , PD e Paola Concia, ex deputata del PD, ora consulente presso la Camera di Commercio italiana per la Germania di Francoforte, giocavano in casa.

Quella di domenica sera era una iniziativa elettorale del comitato per il Sì svoltasi in una saletta (una trentina scarsa i presenti) nella sede dell’EBD, Europäische Bewegung Deutschland, un’associazione sostenuta da partiti  (manca solo DIE LINKE), oltre a fondazioni e associazioni di settore sia tedesche che italiane.

Gli interventi sono stati preceduti dalla presentazione della riforma costituzionale con un video di due minuti scarsi di SkyTG24 che secondo Gozi nei contenuti “corrisponde esattamente al discorso di Nilde Iotti del 1979 a Piombino”.

Per chi ormai è abituato alle cadute di stile da parte di esponenti istituzionali in merito a questioni di rilievo come la Costituzione, forse non si sarebbe stupito dei toni e degli argomenti presentati a favore della riforma. L’inizio dell’intervento ha lasciato intendere che coloro che sostengono il NO non danno un voto di merito, ma votano sul “carattere di Renzi”, sul governo italiano, o perché non gradiscono il contesto europeo o internazionale.

Questo per chiarire che in questi casi esistono altre opportunità per esprimere il proprio dissenso, come le elezioni politiche o, per il PD, il congresso. Paola Concia dirà poi che i sostenitori del NO o lo fanno per motivi strumentali o sono in buona fede. Insomma o ci sono o ci fanno, per dirla col volgo.

“Lo schieramento del NO, ha affermato Gozi, “è uno schieramento del nulla” e che “credere che uno schieramento così composito riesca a fare una riforma migliore di questa nel giro di sei mesi, è come credere a Babbo Natale”.

“L’efficienza” della democrazia è un leit-motiv dell’intervento del sottosegretario, perché “bisogna essere affidabili”. E ci si accorge che, come anche nella improponibile lettera agli italiani all’estero di Matteo Renzi, viene fatto proprio l’antico pregiudizio nordico (Italia come paese inaffidabile, perché il sistema non funziona, non è stabile, ecc), giustificandolo con un supposto sentimento di inferiorità delle cittadine e dei cittadini italiani.

Come dice giustamente Stefano Rodotà, criticando quella lettera, “c’è poco senso delle istituzioni”, e infatti fa un po’ impressione sentirsi dire da un rappresentante del governo che “il Senato così come è ora non serve a nulla”. E anche da Berlino insiste, come ormai si sente dire più volte, ad affermare che il Senato riformato assomiglia molto al Bundesrat austriaco e abbastanza a quello tedesco”.

Forse pronunciando queste gravi inesattezze si dà per scontato che tra il pubblico nessuno sappia che il Senato previsto dalla riforma non ha niente a che vedere con gli esempi citati, né nella composizione, né nelle funzioni. Basta consultare Wikipedia e leggersi il testo della riforma.

Di questa iniziativa, che ha in comune il taglio generale dato della campagna per il SI, ciò che colpisce – anche nel pubblico dei sostenitori del SI – è il disinteresse a presentare o a leggere in prima persona il testo per discutere e/o dare un giudizio nel merito, anziché affidarsi alla parola o alle slides di presentazione.

Concia rispondendo all’obiezione di un interlocutore del pubblico che, con la riforma, i Senatori pur essendo inviati (eletti? boh!) dai Consigli regionali non avranno competenze regionali, risponde che “le assicuro che invece sì, se vuole andiamo a leggerci il testo insieme”.

Inoltre, secondo il sottosegretario Gozi, il Senato s’ha da riformare “perché negli altri Paesi le due camere fanno cose diverse” e ci sarà una “rapida approvazione delle leggi”, perché il problema dei cittadini è la “democrazia lenta”.

Riguardo alle Regioni Gozi spiega che con la riforma si introducono clausole simili a quelle che esistono in Germania come la clausola di supremazia, con cui lo Stato avoca a sé per motivi di “interesse strategico nazionale” questioni di solito competenti alle Regioni. Tocca purtroppo ancora una volta constatare l’inesattezza dell’enunciato, cioè che nella Costituzione tedesca non esiste un corrispettivo della suddetta clausola.

Però al sottosegretario pare opportuno segnalare che in questo modo si migliora l’efficienza del Paese. Per fare un esempio “visto che siamo a Berlino, organizziamo il traffico alla berlinese, anziché alla romana”, afferma. Insomma, per rifarsi a una celebre battuta del film “Johnny Stecchino” il problema dell’Italia è …il traffico.

For more information:    A Berlino

UN – Italy to sit on the Security Council in 2017

UN – Italy to sit on the Security Council in 2017

Italy will sit on the Security Council from 1 January 2017 after reaching an agreement with the Netherlands to split the seat as non-Permanent Member of the UN Security Council for 2017-2018.

“With this proposal we want to send a message of unity between two European Countries, as it was prompted by the perfect 95 to 95 parity in the last vote,” said Foreign Minister Paolo Gentiloni in New York. “We will serve one year each,” added Minister Gentiloni while announcing that Italy will be the first to hold the Security Council seat in 2017 and will cooperate with the Netherlands during the following year.