The Federazione Abruzzese del Michigan, Clinton Township, community of Italian Americans
15 Novembre, 2016

NISSOLI PRESENTA IL DOCUFILM SUL NAUFRAGIO DELL’ANDREA DORIA

ROMA\ aise\ – Deputata eletta in Centro e Nord America, Fucsia Nissoli (Ds-Cd) ha presentato ieri pomeriggio nella Sala stampa della Camera il docufilm “Andrea Doria: i passeggeri sono in salvo?”.
Prima di introdurre la produttrice del Docufilm, Pierette Simpson, e gli altri ospiti, tra i quali il regista Luca Guardabascio e il dottor Manfredi, Nissoli ha sottolineato l’importanza di ricordare il naufragio di questo transatlantico, davanti alle coste USA, nel 1956, a 60 anni dall’evento.
Nissoli ha evidenziato in particolare i successi già ottenuti dall’opera, presentata sia al Martial Art film Festival che al Royal Starr Film Festival di Detroit, ed ha ricordato come questo docufilm sia “un’opera importante per chi vive l’avventura di essere tra le due sponde dell’Atlantico e che richiama alla memoria quanto accadde il 25 luglio del 1956, quando l’Andrea Doria, diretta a New York da Nantucket, si scontrò con la nave svedese Stockholm generando uno dei disastri marittimi più conosciuti e controversi della storia”.
“Allora Pierette (la produttrice del docufilm) – sottolinea la deputata – aveva 9 anni e viaggiava con i nonni proprio sull’Andrea Doria, una storia avvincente che fa parte della nostra cultura sociale e che vuole rendere onore ad un comandante che ha messo al centro la salvezza dei passeggeri. Un comandante che dovrebbe essere un esempio per tutti coloro che guidano la cosa pubblica, che amministrano il bene comune. Un esempio di impegno che Pierette ed i sui collaboratori fanno emergere in maniera chiara attraverso questa opera che presentiamo oggi”.
In essa, ha concluso Nissoli, “si ritrovano il significato di Comunità e di Comunità in viaggio come la storia dell’emigrazione italiana evidenzia”. (aise)

Voto all’estero e brogli: dopo il Referendum, bisognerà cambiare

La risposta del Vice Ministro Giro alla mia interrogazione in Commissioni Esteri è soddisfacente, ma non basta…

LA VOCE DI NEW YORK: http://www.lavocedinewyork.com/people/nuovo-mondo/2016/11/11/voto-allestero-e-brogli-dopo-il-referendum-bisognera-cambiare/

Ho ricordato che “in questi pochi anni di voto all’estero, espresso per corrispondenza dai cittadini italiani residenti all’estero, c’è un fantasma che ha sempre aleggiato sulle modalità dell’esercizio di questo diritto e cioè quello dei brogli”. Come agisce il MAECI per garantire la segretezza e la libertà di voto secondo quanto sancito dalla Costituzione?

referendum voto estero

di Fucsia Fitzgerald Nissoli – 11 novembre 2016

 Il 9 novembre scorso sono intervenuta in Commissione Esteri della Camera per illustrare la mia interrogazione al Ministro degli Affari Esteri sulla regolarità del voto all’estero, chiedendo chiarimenti sull’operato del Governo in materia, in vista delle prossime consultazioni referendarie.

In tale occasione ho ricordato che “in questi pochi anni di voto all’estero, espresso per corrispondenza dai cittadini italiani residenti all’estero, c’è un fantasma che ha sempre aleggiato sulle modalità dell’esercizio di questo diritto e cioè quello dei brogli”, ed è con questo timore che ho chiesto di conoscere come ha agito il MAECI per garantire la segretezza e la libertà di voto secondo quanto sancito dall’art. 48 nella nostra Costituzione.

Il Vice Ministro Mario Giro, nella sua risposta a nome del Governo, dopo avermi ringraziato per aver sollevato il problema, ha innanzitutto assicurato che il MAECI “ha prontamente diramato  – come in occasione di ogni consultazione elettorale svolta ai sensi della Legge 459/2001 – specifiche istruzioni a tutta la rete diplomatico-consolare circa la corretta applicazione delle norme di Legge in materia di voto all’estero”.

“Abbiamo dato – ha detto il Vice Ministro – precise istruzioni agli Uffici consolari di prestarla massima attenzione a tutte le delicate fasi organizzative del processo elettorale”.

“E’ stato raccomandato alle Sedi – ha proseguito il Rappresentante del Governo – di vigilare accuratamente sullo svolgimento , anche sul piano pratico, delle procedure condotte da fornitori di servizi esterni (vettori aerei, tipografie, servizi postali, personale interinale, eventuali servizi di sorveglianza, etc.). Inoltre, è stato chiesto alla rete diplomatico-consolare di verificare con scrupolo la rispondenza quantitativa e qualitativa (anche attraverso analisi a campione) del materiale elettorale stampato rispetto a quanto ordinato, vincolando per iscritto le imprese alla non divulgazione a terzi dei facsimili e alla non accettazione di incarichi di stampa del medesimo materiale per nessun altro. A tal fine le Sedi sono state istruite affinché le operazioni di stampa e imbustamento siano supervisionate da personale della Sede, ponendo particolare attenzione alla qualità del materiale, come ad esempio l’efficace sistema di chiusura delle buste”.

Invece, per quanto riguarda la questione dei recapiti dei plichi elettorali, il Vice Ministro Giro, “nel sottolineare che spetta ai connazionali comunicare eventuali aggiornamenti dei propri dati anagrafici presso il Consolato”, ha ricordato che “la rete delle Sedi estere ha ricevuto l’istruzione di concordare ogni aspetto di tale procedura con il vettore prescelto, in modo da evitare – per quanto possibile la mancata consegna del materiale elettorale”. Inoltre, il Vice Ministro ha assicurato che “è stato chiesto alla rete di prendere accordi precisi circa le modalità di consegna in sicurezza all’ufficio consolare delle buste restituite dagli elettori, comprimendone al massimo i tempi di giacenza” ed ha evidenziato, infine, che ” il materiale residuo sarà rigorosamente contabilizzato e conservato in sicurezza, così come le buste pervenute dagli elettori, assicurando una continua catena di conservazione e controllo”.

Una risposta che mi sembra soddisfacente e rassicurante ma che non risolve il problema alla radice. Infatti, per ora affrontiamo il voto referendario con tranquillità ma prepariamoci a lavorare seriamente a cambiare la legge elettorale per l’estero in modo da non dover essere sempre timorosi degli eventuali brogli ed offrire ai connazionali un sistema elettorale in grado di garantire la libertà e la segretezza del voto. E’ un dovere affrontare questa questione affinché il voto all’estero, dopo questa fase che potremmo definire iniziale, possa essere più efficiente, snello, sicuro e meno costoso, anche tramite l’uso di dispositivi elettronici. Il voto elettronico sarebbe una pista interessante da percorrere ma che non ha incontrato fino ad ora grande fortuna, come ho potuto personalmente constatare in seguito ad un seminario che ho organizzato all’inizio della presente Legislatura.

TRUMP VINCE LE ELEZIONI AMERICANE.

ROMA\ aise\ – Fucsia Nissoli, deputata eletta in Nord e Centro America, augura al Presidente eletto degli Stati Uniti d’America, Donald Trump, “un proficuo lavoro nell’interesse del bene comune al quale la Comunità italiana che vive negli USA ha dato un contributo rilevante nel corso della storia”.
È quanto si legge in una nota in cui la deputata si dice “convinta che i rapporti di amicizia tra gli USA e l’Italia continueranno ad essere solidi centrati sulle relazioni storiche che hanno fatto si che le due società rimanessero intrecciate nel loro percorso evolutivo. Di questo – conclude – è viva espressione la fervida Comunità italiana residente negli USA, che percepisce le due terre come unica espressione del proprio vissuto”. (aise)

FUCSIANISSOLI FITZGERALD

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