A Berlino. Gozi, Garavini, Concia: Il problema dell’Italia ? Il traffico

Referendum coming in December – we are posting this as
“A public service announcement and the FADM is not advocating for SI or NO”

CRONACHE DELL’ALTRO MONDO: Il governo fa campagna anche a Berlino. (14 novembre 2016)

Non poteva mancare Berlino tra le tappe visitate dal governo per convincere gli italiani e le italiane all’estero che “Basta un sì” per risolvere tutti problemi dell’Italia. In questa sede Sandro Gozi, sottosegretario all’Europa, la deputata Laura Garavini , PD e Paola Concia, ex deputata del PD, ora consulente presso la Camera di Commercio italiana per la Germania di Francoforte, giocavano in casa.

Quella di domenica sera era una iniziativa elettorale del comitato per il Sì svoltasi in una saletta (una trentina scarsa i presenti) nella sede dell’EBD, Europäische Bewegung Deutschland, un’associazione sostenuta da partiti  (manca solo DIE LINKE), oltre a fondazioni e associazioni di settore sia tedesche che italiane.

Gli interventi sono stati preceduti dalla presentazione della riforma costituzionale con un video di due minuti scarsi di SkyTG24 che secondo Gozi nei contenuti “corrisponde esattamente al discorso di Nilde Iotti del 1979 a Piombino”.

Per chi ormai è abituato alle cadute di stile da parte di esponenti istituzionali in merito a questioni di rilievo come la Costituzione, forse non si sarebbe stupito dei toni e degli argomenti presentati a favore della riforma. L’inizio dell’intervento ha lasciato intendere che coloro che sostengono il NO non danno un voto di merito, ma votano sul “carattere di Renzi”, sul governo italiano, o perché non gradiscono il contesto europeo o internazionale.

Questo per chiarire che in questi casi esistono altre opportunità per esprimere il proprio dissenso, come le elezioni politiche o, per il PD, il congresso. Paola Concia dirà poi che i sostenitori del NO o lo fanno per motivi strumentali o sono in buona fede. Insomma o ci sono o ci fanno, per dirla col volgo.

“Lo schieramento del NO, ha affermato Gozi, “è uno schieramento del nulla” e che “credere che uno schieramento così composito riesca a fare una riforma migliore di questa nel giro di sei mesi, è come credere a Babbo Natale”.

“L’efficienza” della democrazia è un leit-motiv dell’intervento del sottosegretario, perché “bisogna essere affidabili”. E ci si accorge che, come anche nella improponibile lettera agli italiani all’estero di Matteo Renzi, viene fatto proprio l’antico pregiudizio nordico (Italia come paese inaffidabile, perché il sistema non funziona, non è stabile, ecc), giustificandolo con un supposto sentimento di inferiorità delle cittadine e dei cittadini italiani.

Come dice giustamente Stefano Rodotà, criticando quella lettera, “c’è poco senso delle istituzioni”, e infatti fa un po’ impressione sentirsi dire da un rappresentante del governo che “il Senato così come è ora non serve a nulla”. E anche da Berlino insiste, come ormai si sente dire più volte, ad affermare che il Senato riformato assomiglia molto al Bundesrat austriaco e abbastanza a quello tedesco”.

Forse pronunciando queste gravi inesattezze si dà per scontato che tra il pubblico nessuno sappia che il Senato previsto dalla riforma non ha niente a che vedere con gli esempi citati, né nella composizione, né nelle funzioni. Basta consultare Wikipedia e leggersi il testo della riforma.

Di questa iniziativa, che ha in comune il taglio generale dato della campagna per il SI, ciò che colpisce – anche nel pubblico dei sostenitori del SI – è il disinteresse a presentare o a leggere in prima persona il testo per discutere e/o dare un giudizio nel merito, anziché affidarsi alla parola o alle slides di presentazione.

Concia rispondendo all’obiezione di un interlocutore del pubblico che, con la riforma, i Senatori pur essendo inviati (eletti? boh!) dai Consigli regionali non avranno competenze regionali, risponde che “le assicuro che invece sì, se vuole andiamo a leggerci il testo insieme”.

Inoltre, secondo il sottosegretario Gozi, il Senato s’ha da riformare “perché negli altri Paesi le due camere fanno cose diverse” e ci sarà una “rapida approvazione delle leggi”, perché il problema dei cittadini è la “democrazia lenta”.

Riguardo alle Regioni Gozi spiega che con la riforma si introducono clausole simili a quelle che esistono in Germania come la clausola di supremazia, con cui lo Stato avoca a sé per motivi di “interesse strategico nazionale” questioni di solito competenti alle Regioni. Tocca purtroppo ancora una volta constatare l’inesattezza dell’enunciato, cioè che nella Costituzione tedesca non esiste un corrispettivo della suddetta clausola.

Però al sottosegretario pare opportuno segnalare che in questo modo si migliora l’efficienza del Paese. Per fare un esempio “visto che siamo a Berlino, organizziamo il traffico alla berlinese, anziché alla romana”, afferma. Insomma, per rifarsi a una celebre battuta del film “Johnny Stecchino” il problema dell’Italia è …il traffico.

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